Casa corte

“Casa Corte” è figlia di una strategia basata sulla sottrazione, intesa non come mera rinuncia, ma come un rigoroso principio progettuale per risolvere la frammentazione e l’esiguità che originariamente caratterizzavano il piano terra.
 Questa filosofia ha guidato una drastica riduzione dei vani — a partire dall’eliminazione del secondo bagno e del relativo disimpegno — permettendo di semplificare il layout planimetrico e recuperare preziosa superficie utile. Lo spazio così liberato ha consentito di riproporzionare il soggiorno, sia in pianta che in altezza, connettendo fluidamente l’ambiente alla cucina e all’area studio.
 Proprio da questo radicale processo di depurazione spaziale sono scaturiti due vincoli fisici complessi che il progetto, anziché subire, ha saputo ribaltare in opportunità d’arredo uniche e identitarie.

Al piano terra, la necessità di mascherare l’ingombrante scatola del collettore termico è stata risolta convertendo l’ostacolo nel basamento scultoreo su cui poggia il grande tavolo del soggiorno. Nel sottotetto, invece, la demolizione di una parete divisoria ha permesso di ricavare lo studio soppalcato: al posto del muro, la chiusura è stata ripensata come una lunga superficie in legno che assolve alla duplice funzione di parapetto e scrivania. Questa soluzione non solo ottimizza lo spazio operativo, ma instaura nuove relazioni visive che proiettano lo studio sul vuoto sottostante, amplificando la percezione di ampiezza e continuità dell’ambiente.

Questa ritrovata forza spaziale trova il suo naturale compimento nel dialogo con l’esterno: grazie alla presenza di una grande vetrata, il generoso volume del living si espande senza soluzione di continuità verso la corte interna, proiettando la vita della casa all’aria aperta e ridefinendo i confini tra dentro e fuori.

  • Progettisti: Architetti Matteo Gallerini e Emmanuele Bortone
  • Crediti fotografici: Foto di @carlotta.disandro

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